Illuminante fuori e dentro, con la sua copertina argentata e le tante ottime idee che trasmette, wired sbarca in italia questo mese, 16 anni dopo la sua fondazione a San Francisco.
Ma pubblicare una rivista cartacea del genere al tempo dei blog e dei quotidiani online conviene ancora? Se non avessi letto il primo numero di Wired probabilmente avrei risposto no!
Copertina del numero 01 di Wired
Con una grafica e un’organizzazione dei contenuti che strizza l’occhio al 2.0, Wired affascina tanto lo smanettone quanto il giovane imprenditore in cerca di idee. Vengono infatti trattate tematiche eterogenee e sempre stimolanti e, in quanto cartacea, aggiungerei che la rivista raggiunge anche chi di blog non ha mai sentito parlare.
Sensazioni personali? Mi sono sentito incoraggiato a produrre e realizzare le mie idee, a darmi una mossa in questo mondo così attivo e in rapida evoluzione. La sua visione realistica e aggiornata del mondo in cui viviamo regala un pizzico di coraggio a portare avanti le proprie buone idee, in un paese dove il trash e la ricerca del “pessimo” sembrano ormai gli unici, inutili, prodotti.
Una parte notevole del primo numero è dedicata a molti personaggi italiani, sconosciuti ai mass media, che hanno realizzato le loro idee con successo mostrandoci un Italia curiosa, innovativa e coraggiosa che sembrava essere persa nelle acque della mediocrità.
Se siete interessati vi consiglio l’abbonamento per 2 anni, con soli 19€ avete a casa 24 numeri, che per 4€ a numero vi costerebbero altrimenti 96€!
A quanto pare, nel Belpaese, c’è ancora gente che vuol fare qualcosa che serva!